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Mostre

EPI ONINOPA PONTON/ QUEL MARE PURPUREO

"Un'altra mostra sul vino? Ma era davvero indispensabile?". Nel timore di trovarsi di fronte all'ennesima "variazione sul tema" la domanda è più che legittima. Ma quella proposta vuole essere qualcosa di diverso da una "mostra a tema" sul vino.

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Paintspotting, le ultime frontiere della pittura

“Oramai si tratta della terza ondata. Da quando la pittura – intorno alla metà degli anni Novanta, ribadendo quanto già dimostrato anni prima dalla Transavanguardia – è tornata a presidiare e dominare il mercato nazionale, da quando la figurazione – seppure con estrema difficoltà, dovuta a un atteggiamento dichiaratamente ostile da parte di molte istituzioni – è riuscita finalmente a proporsi e imporsi come opzione possibile (e non secondaria) per il rinnovamento del linguaggio contemporaneo, l’arte italiana ha già sfornato tre ondate successive di autori, tre gruppi di probabili maestri del genere.

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Ogni uomo è un'isola, icone di un'estetica feriale

“Ciò che la percezione estetica vede sta neutralizzato e come un’isola”
Nicolai Hartmann

Prima ancora che essere un oggetto - e quindi una cosa accanto ad altre cose - il bello è un modo della coscienza che esprime in maniera unitaria la duplice natura animale/spirituale dell’essere umano, ovvero la nostra sensorialità congiunta all’illimitatezza della percezione. L’esperienza estetica è quindi atto di svincolamento della parte dal tutto, che conduce però alla scoperta, nella parte stessa e attraverso di essa, dell’unitotalità dell’Essere.

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Dipingere è come una bella passeggiata sulla spiaggia

Alessandro: come succede adesso, alcuni fisici cosmologi s’interrogano sul senso dell’universo, perché c’è l’universo e non qualcos’altro o perché accade qualcosa invece di qualcos’altro, ma allo stesso modo uno si può anche chiedere perché continua a dipingere e non fa qualcos’altro?
Alberto: [...] a me è venuta in mente un’intervista che hanno fatto un po’ di tempo fa ad Anthony Hopkins e gli hanno chiesto come mai ti sei trasferito negli Stati Uniti e non sei rimasto in Inghilterra dove c’è un’ottima tradizione teatrale? E lui risponde semplicemente perché quando ero a Londra dovevo solamente interpretare Shakespeare, adesso che sono in America invece di fare Shakespeare, preferisco fare una passeggiata sulla spiaggia.
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Maschera e Volto. Quattro segni fra realtà e finzione

Nell'estrema frammentazione dei linguaggi che costituiscono lo scenario dell’Arte Contemporanea, che obbliga oggi la critica e domani gli storici ad un immane sforzo interpretativo per cercare di tracciare quantomeno una serie di linee generali, si può tentare di individuare nella dialettica tra il segno di superficie e quello di profondità una possibile lettura.

Considerando, infatti, le espressioni attuali alla stregua di un corpus multilinguistico, si è indotti a discernere tra quelle prevalentemente grammaticali, cioè che indagano il segno nel suo aspetto esteriore, e quelle di contenuto, che partendo anch’esse dal segno suggeriscono tuttavia la possibilità di significati ulteriori.

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