"Acquario" è un'installazione monocromatica caduta dal cielo di forme inorganiche o organiche che si accumulano nel senso drammatico della fuga. Sono figure che viaggiano nella situazione celeste e terrena ma rimandano all'organicità vitale dell'acqua.
Missili o pesci, cariche esplosive con "anima mortale" o forme vitali, sono dei replicanti in una spazialità vorticosa, ossessiva e veloce.
I'imponente "bombardamento percettivo" viene rappresentato all'interno dell'ampia struttura espositiva della galleria Allegretti tramite un'euforica pioggia atomica, una sequenza d'installazioni che come in un "movimento in formazione" prendono corpo e anima.
Le stanze divengono acquari, luoghi riproduttivi e il tutto dà vita ad una sorta di antropologia bellica dove l'uomo scopre l'identità personale nel suo valore inalienabile e universale della continuità della specie.
La "falloide sensazione di riproduzione della morte" nasce dalla caduta stessa delle bombe, proiettate in un incestuoso rapporto aria-terra.
"Questa visione d'invasione barbarica è la cronologia di un processo creativo contaminante, radioattivo in un dialogo feroce tra terra e aria in una coscienza interpretativa del nostro pianeta attraversoo mezzi distruttivi del pensiero umano.".
In concomitanza con la galleria Allegretti, la galleria Delloro di via del Consolato 10 a Roma, presenterà "Voliere", un'altra esposizione dedicata all'artista torinese.
Sergio Ragalzi esordisce sulla scena dell'arte italiana fin dall'84 con Extemporanea la mostra che consacra la riapertura degli spazi espositivi della galleria l'Attico, che gli dedicherà negli anni a venire numerose mostre personali, a partire dalla mostra "Ombre Atomiche" nel 1986 alla galleria Franz Paludetto esporrà frequentemente al Castello di Rivara, nel 1988 allo Studio Cannaviello di Milano con "Metamorfosi".
nel 1997a seguito della sua partecipazione al Premio dell Camera dei Deputati verrà acquisita una sua opera nella collezione della Camera che nello stesso anno gli dedica un catalogo e una mostra personale.
Più recentemente presenterà il ciclo dei Kloni alla galleria Girondini di Verona e gli enormi gonfiabili in pvc nella mostra "Genetica 2093" da Grosetti Arte Contemporanea fino ad arrivare alla mostra antologica del 2007 negli spazi della fabbrica Pagliero a Castellamonte.
La ricerca che sta alla base del lavoro di Sergio Ragalzi è il tentativo di dare forma al più recondito inconscio dell'uomo, che si risolve per artista nella rivelazione di un lucido incubo. La disarmante rappresentazione affronta impietosamente due direzioni tra loro diametralmente opposte ma concettualmente inscindibili:
Le origini; con l'indagine sulle forme primigenie e ancestrali: embrioni, larve, insetti, farfalle, scimmie che nascondono nelle loro fattezze le premesse dell'umanità.
Il futuro; nella rappresentazione del frutto degenerato del progresso involutivo dell'uomo:
I Virus, Gli Schermi e le Ombre Atomiche, I Kloni, le creature-bomba.
Sergio Ragalzi (1951,Torino). Vive e lavora fuori Torino, in uno studio che svela forse ciò che di più è celato nel nostro cammino.
Sono online le foto della mostra