Il 20 aprile 2006 Andrea Chiesi inaugura il terzo e ultimo appuntamento della rassegna.
L’artista modenese, nato nel 1966, esordisce come disegnatore nella prima metà degli anni ’80.
La formazione nel mondo musicale underground della controcultura emiliana dell’epoca ritorna come un’eco nel suo lavoro, sotto forma di collaborazioni con l’universo musicale contemporaneo - da quella con Giovanni Lindo Ferretti dei CCCP, poi CSI e PGR, alla più recente con Emidio Clementi, ex leader dei Massimo Volume.
A partire dagli anni ’90 la ricerca di Chiesi si allarga al campo della pittura, si concentra sulla trasfigurazione mentale di spazi architettonici metropolitani, edifici industriali abbandonati in cui è alterata la percezione ordinaria dello spazio e del tempo.
È una pittura gelida, precisa, giocata quasi esclusivamente sui toni del nero.
Nella divisione del piacere - titolo che evoca la cupezza dark dei Joy Division e quindi la tristemente celebre “divisione del piacere” nazista - accanto agli ormai noti dipinti dedicati all’archeologia industriale, rappresentata in maniera sempre più astratta ed evanescente, verrà esposta una serie di quadri incentrati sul rapporto tra architettura e potere, con particolare riferimento all’Italia e al ventennio fascista.
Palazzi pubblici, poste, scuole, tribunali, caserme, mense e stadi introducono ora il tema dell’identità nazionale, dell’architettura come testimonianza, nonché riflesso ideale, delle ideologie totalitarie. Inoltre, l’artista manifesta negli ultimi lavori una nuova attenzione nei confronti della scrittura, dell’insegna come memoria storica.
Le opere di Andrea Chiesi, che non hanno urgenze di provocazione, rottura o denuncia, pur nel silenzio che le caratterizza, denotano una nuova componente di impegno sociale.
Sono online le foto della mostra