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Galleria Allegretti Contemporanea

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Elke Warth

elkeVenerdì 12 marzo alle ore 19 la Galleria Allegretti Contemporanea presenta una personale di Elke Warth, giovane artista tedesca che vive e lavora a Torino.

La figura femminile, sempre centrale nel suo lavoro, non s’identifica, come nei lavori precedenti, in donne che l’artista ha conosciuto attraverso il medium dell’immagine, attrici o modelle, ma in adolescenti a cui è legata personalmente.
Nel ritrarne le sembianze è quindi inevitabile che dipinga anche ciò che la unisce emotivamente a ciascuno di quei volti, alle loro storie reali e ai comuni ricordi.

In particolare, l’ispirazione delle tele Natalia, Franzi, Lisa, Maria, Aura e Neve, Carlotta e Ida trae origine da una precisa esperienza: l’aver trovato le foto scattate proprio da alcune delle adolescenti ritratte, in cui inscenavano una loro morte solitaria, alterando col trucco l’effettiva giovane età.

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Ho percepito in quelle immagini un clima che solo una parola della mia lingua riesce a cogliere: Ahnung. Intuizione sempre oscillante fra coscienza e incoscienza. Intuizione inquieta che lascia solo intravedere un “ignoto” che non diventa mai “noto”. Intuizione, però, che è anche un presentimento di un epilogo amaro: si presagiscono le molte gioie di una vita ancora a venire, ma se ne intuisce anche l’inevitabile dissoluzione. Vivono, le adolescenti, su questo crinale: fra l’infanzia dell’illusione e l’età adulta della disillusione. Ma all’ambivalenza dell’Ahnung, ove incanto e disincanto ondeggiano senza quiete, si contrappone la bellezza pura di corpi e di visi ancora immacolati. Se l’anima dell’adolescente è intrisa di temporalità – è l’anima del doloroso cammino fra un’età che si sta abbandonando e un’età che non si è ancora raggiunta –, il suo corpo celebra invece una perfezione che pare quasi sconfiggere il tempo. L’esperienza del cambiamento è anche un’esperienza di morte; ma, paradossalmente, il corpo che vi passa è quello che alla morte sembra più estraneo. Nessuna delle fanciulle ha lo sguardo rivolto verso lo spettatore. Perché, per loro, in realtà, non c’è nessuno spettatore, né qualcuno che le stia ritraendo. Sono colte in un momento di intimità assoluta. È il momento dell’Ahnung Elke Warth
Le tre serie da sei, invece, traggono ispirazione dal cinema: In the mood for love (2004) e Sunshine Cleaning (2009) sono due film in cui l’artista ha trovato temi che le appartengono: l’amore impossibile, la solitudine, la perdita, il destino tragico del sentimento. La terza «serie» Thailand (2008) trae invece spunto da due vecchie fototessere portatele da un viaggio in Tailandia. Tanto Thailand, quanto In the mood for love rappresentano un omaggio all’estetica degli anni ‘60, ai suoi colori, alle sue geometrie, alla sua idealità, al suo sogno di felicità.

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Si ringrazia per la collaborazione Eugenio Barcellona.
 
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