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Galleria Allegretti Contemporanea

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Calotte 2010

calottaGiovedì 10 giugno alle ore 19, nell’ambito dell’iniziativa GIORNO PER GIORNO, la Galleria Allegretti Contemporanea presenta Calotte 2010, un nuovo progetto di Salvatore Astore (1957) che segna il ritorno dell’artista torinese alla scultura.

Interamente pensato per gli spazi della galleria Allegretti Contemporanea, in collaborazione con il Castello di Rivara, Calotte 2010 è unicamente dedicato al soggetto delle calotte craniche e allo sviluppo delle molteplici tematiche a esso connesse che hanno costituito, dai primi anni ’80 a oggi, una tappa importante e assolutamente originale nella ricerca di Salvatore Astore: l’antropocentrismo, la relazione fra l’uomo e l’ambiente circostante, il rapporto fra individuo e spazio artificiale, la perdita di memoria individuale e dei legami con la storia collettiva, il crescente senso di smarrimento derivato, il sentimento di solitudine e la costrizione dell’uomo di oggi.

Le Calotte, intese come involucri o contenitori della materia cerebrale, sono sedimento dell’idea di una temporalità sospesa in cui passato, presente e futuro si allineano sul medesimo piano.
La dialettica fra l’involucro-container duro e resistente al tempo e il contenuto nascosto (la materia cerebrale metafora delle capacità intellegibili dell’uomo) le proietta al tempo stesso in una dimensione pseudo scientifica e metafisica, in cui sono in discussione le infinite potenzialità della mente, l’uso positivo o negativo che l’individuo può farne, e la stessa condizione umana.

Delle Calotte hanno scritto:

Per Astore, la natura non può scindersi dalla cultura, la materia è un patrimonio biologico altamente delicato, i processi organici sono già complessi linguaggi organizzati,l’energia che conta non è visibile,c’è un unico tempo filogenetico con una storia continua, e nessuna utopia.
Tommaso Trini,1987, in L’immagine eretta.
Al centro della problematica artistica di Astore c’è la questione della forma:la ricerca di forme non originali, ma originarie, essenziali e primarie in quanto inscritte nella logica delle strutture organiche, c’è la volontà di far emergere la forma, come necessità plastica dell’opera dai fondamenti strutturali organici.
Francesco Poli,1989, in Salvatore Astore. Sculture
È curioso che quanto più nel lavoro nel lavoro di Astore la scultura rinuncia ad essere volume e collezione di spazio, a esistere come evento tridimensionale, tanto più appaiono nelle evocazioni del titolo (Calotte, Container), nelle allusioni delle forme, riferimenti a una possibilità contenitiva.
Elena Pontiggia,1990, in Astore, la materia, la luce

Inaugurazione: giovedì 10 giugno ore 19
Periodo: dal 10 al 17 giugno 2010
Orari apertura esposizione: dal martedì al sabato dalle 15 alle 19

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Scarica il comunicato stampa della mostra Calotte 2010

 
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