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Galleria Allegretti Contemporanea

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Siamo fatti così

La Galleria Allegretti Contemporanea inaugura l’attività espositiva del 2006 con tre mostre personali dedicate a giovani pittori italiani: tre momenti distinti per un unico progetto, a cura di Luca Beatrice.
Paolo Maggis (classe 1978), Roberto Coda Zabetta (1975) e Andrea Chiesi (1966) rappresentano tre generazioni, tre diversi momenti della pittura italiana contemporanea. In un dialogo nel quale la pittura è l’unico linguaggio contemplato, i tre artisti raccontano, condividono, mettono a confronto la propria ricerca espressiva.

Il 20 gennaio 2006 Paolo Maggis inaugura la rassegna presentando un nuovo ciclo di quindici opere di medio e grande formato.

L’artista lavora su immagini tratte dai media - cinema, televisione, internet - giocando sull’ambivalenza della raffigurazione e sulla libertà di interpretazione. Maggis ci propone, in maniera diretta e senza filtri, un repertorio di immagini contrastanti. La scelta dei soggetti non segue un percorso tematico preciso, ma appare piuttosto casuale. A gesti intimi e raccolti si alternano scene di una freddezza spiazzante, a personaggi glamour si affiancano figure ironiche e demenziali.

Scene che ad un primo sguardo appaiono inquietanti - corpi stesi a terra come fossero cadaveri – vengono immediatamente smentite dalla scelta di colori sorprendentemente allegri. Una madre abbraccia il proprio figlio in un gesto naturale, d’amore, ma forse, a ben guardare, anche di grande inquietudine e paura. Due figure con la testa volta all’indietro, la bocca socchiusa, lo sguardo languido, sembrano aver appena concluso un rapporto sessuale, ma potrebbero anche essere semplicemente assonnate. Infine ci sono le scimmie che dietro alla presunta intelligenza nascondono gesti vuoti e meccanici e noi, proprio come il titolo dell’opera, Siamo fatti così: frastornati e confusi, incapaci di intendere i messaggi che ogni giorno ci piovono sulla testa. Il filo conduttore della mostra diventa allora la dissonanza delle immagini, l’ambiguità del messaggio.

Protagonista indiscussa rimane la pittura gestuale di Maggis dal forte impatto visivo, dai colori densi e pastosi, dalle tonalità acide, dalle inquadrature ravvicinate, dai ritmi senza fine.


Luca Beatrice


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